PROPOLI, IL TESORO DELLE API

La propoli è una miscela resinosa di colore marrone (può andare dal giallo chiaro fino al nero), dal profumo di spezie e resine balsamiche e con un sapore amaro e pungente. Rappresenta l’insieme di resine e gomme raccolte dalle

api, tra agosto ed ottobre, sulle gemme e sui tronchi di alcune piante, su alcune scorze, e ferite vegetali. Queste sostanze vengono successivamente lavorate dalle api stesse con enzimi di particolari ghiandole, polline e cera, tutto di produzione propria. Nell’alveare questo materiale resinoso viene utilizzato a scopo di difesa, per saldare i telai dell’arnia, per isolare e sigillare i buchi e per difendersi da malattie e predatori. Anche l’uomo, però, ha imparato, fin dai tempi più antichi, a sfruttare le sue straordinarie proprietà. I sacerdoti egizi, ad esempio, la usavano per mummificare i corpi dei faraoni mentre i soldati romani la utilizzavano per disinfettare le ferite riportate sul campo di battaglia.

I suoi costituenti principali sono resine, balsami, cera d’api, oli essenziali e sostanze volatili, un pool di sostanze che permette alla propoli di essere definita un vero e proprio antibiotico naturale, in quanto dotata di proprietà antibatteriche, antivirali e antifungine. Inoltre la propoli viene considerata antiinfiammatoria, antiossidante, cicatrizzante, immunostimolante ed anestetica.

Le sue proprietà antisettiche e batteriostatiche la rendono utile in moltissime patologie: a livello gastrico, ad esempio, la sua azione contro Helicobacter pylori è interessante nel trattamento di ulcere peptiche, mentre a livello respiratorio diventa un valido alleato in presenza di disturbi da raffreddamento (mal di gola, raffreddore, tosse, influenza).

Numerosi studi hanno dimostrato le proprietà batteriostatiche della propoli, consistenti nell’inibizione della crescita di alcuni ceppi batterici Gram positivi (Escherichia Coli, Mycocterium tubercolosis, Proteus vulgaris, Bacillus alvei, B. larvaae, B. mesentericus, B. subtilis)  e di Gram negativi (Salmonelle: choloeraesuis, enteriditis, typhosa, dublin, gallinarum, pullorum, Streptococcus faecalis, Staphylococcus sp., Streptococcus sp).
Le sperimentazioni hanno inoltre evidenziato proprietà fungicide su infezioni da Candida, su saccaromiceti, tricofili e microspori, che causano micosi sulla pelle di uomini ed animali e su funghi che agiscono sui vegetali.

Alcune ricerche dimostrano un’attività antivirale di inibizione su alcuni virus (herpes simplex, corona virus), oltre ad infezioni virali quali influenza, para-influenza, adeno virus, virus respiratorio sinclinale ed altri….
Studi condotti dal dottor Courylo nel 1970 hanno dimostrato effetti anestetici eccezionali: 3,5 volte più forti di quelli della cocaina e 52 volte più di quelli della novocaina.

Ecco perché la propoli si merita un posto d’onore nell’armadietto del pronto soccorso naturale!

 

 

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