MANDALA

 

La parola Mandala deriva dal sanscrito e significa “cerchio”. Con questo termine si indicano dei disegni di forma

circolare rappresentativi della divinità che opera nel nostro mondo.

In tutte le culture, in tutte le tradizioni e a tutte le latitudini si ritrovano rappresentazioni circolari, da sempre utilizzate nei riti sacri, nei culti religiosi, a scopo meditativo o di purificazione. In Tibet, nella cultura indù, presso gli Egizi, nel mondo del Buddhismo, presso gli indiani d’America, nelle culture africane si è sempre utilizzato il cerchio come simbolo divino, ricreando così simbolicamente la forma mandalica che per eccellenza si ritrova nella natura, immagine archetipica del cosmo e dell’energia universale.

I mandala più famosi sono quelli realizzati ancora oggi dai monaci tibetani i quali, con sabbie colorate e infinita pazienza, creano questi disegni circolari, a volte dedicandovisi per mesi o anni per poi, una volta terminato il lavoro, distruggerli, testimoniando così la caducità della vita terrena ed esercitandosi al non attaccamento.

Lo psicoanalista svizzero Carl Gustav Jung studiò a lungo i mandala e li utilizzò a scopo terapeutico, come strumento per indagare il Sé. Il nucleo, cioè la parte centrale del disegno, rappresenta la nostra parte più intima, il rapporto con le emozioni e tutto ciò che si nasconde nella nostra anima. È da questo nucleo che tutto parte, irraggiandosi ed espandendosi, fino ad arrivare al cerchio più esterno, simbolo del nostro confine, del rapporto con il mondo esterno e con il prossimo. Partendo da queste basi la scelta dei colori sarà utile al terapeuta per interpretare l’atteggiamento psichico, emotivo e spirituale del paziente.

Il mandala può essere utilizzato come un potente strumento meditativo e di autoconoscenza. Colorare un mandala dona tranquillità, calma la mente, rinforza la memoria, favorisce la concentrazione e la focalizzazione, aprendo la mente a nuove possibilità e all’uscita da schemi prefissati. I simboli raffigurati e i colori scelti stimolano l’inconscio a riequilibrare le emozioni, a  sciogliere i conflitti interiori e a trovare un collegamento con la propria parte più profonda, aiutando la persona a liberare la sofferenza trattenuta.

Un bellissimo esercizio per esprimere pienamente se stessi e per ampliare la propria consapevolezza è quello di costruire un mandala dal principio, scegliendo liberamente forme e colori. Per chi si cimenta la prima volta è, invece, sufficiente, colorarne uno bianco, partendo dal centro e muovendosi verso l’esterno, possibilmente in silenzio, in un ambiente tranquillo nel quale dare sfogo liberamente alla propria interiorità, ascoltarsi e, forse, scoprire lati nascosti di sé che chiedono di essere rivelati.

 

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