RIPROGRAMMARE IL DNA CON LE FREQUENZE

I più recenti esperimenti della fisica quantistica concordano nell’affermare che le cellule, come tutto l’universo, vibrano.  Max Plank, il padre della fisica quantistica, già agli inizi del 1900 affermava

La materia non esiste, tutto è vibrazione!

Sembra ormai ufficialmente riconosciuto dal mondo scientifico l’assunto secondo il quale la materia come tale non esiste, essendo essa costituita in gran parte da spazio vuoto e da atomi che vibrano ad una determinata frequenza. Esattamente come illustrato da Einstein nella sua famosa teoria della relatività E = mc2: materia ed energia sono la stessa cosa, ciò che cambia è la velocità a cui vibrano le particelle!

Numerosi studi effettuati su materiale biologico dimostrano come le cellule, i tessuti e gli organi siano assimilabili a dei piccoli radioriceventi che risuonano alle onde elettromagnetiche della loro frequenza di risonanza. La scoperta che cellule sane e malate vibrino a frequenze diverse ha aperto le porte ad una nuova forma di medicina, basata sull’utilizzo di frequenze che “ricordino” alle nostre strutture biologiche la loro giusta vibrazione.

I più recenti esperimenti non hanno fatto altro che confermare e suffragare pratiche curative millenarie basate sull’uso di frequenze vibratorie generate da pensieri, parole, suoni e canti terapeutici, diffuse a tutte le latitudini, in moltissime culture e religioni diverse, dagli sciamani ai mantra indiani, dalle campane tibetane ai canti gregoriani, dal didgeridoo degli aborigeni australiani ai canti devozionali bajan, dalle musiche dei nativi americani a quelle israeliane. Tecniche moderne come la cristallizzazione di Masaru Emoto o la cimatica hanno reso visibile l’effetto delle frequenze nel mondo fisico, avvicinando conoscenze millenarie alle scoperte più recenti della fisica quantistica nell’ambito cellulare.

Pioniere di questo ambito è il fisico tedesco Dieter Broers che già negli anni ‘80 aveva casualmente  rilevato un significativo effetto prodotto da segnali elettromagnetici ad alta frequenza (Megahertz) sui sistemi biologici. Da qui presero il via numerosi esperimenti che portarono ad identificare nei 150 MHz (Megahertz) la frequenza di risonanza del DNA umano, frequenza che corrisponde esattamente alla lunghezza della doppia elica genetica, pari a 2 metri. Modulando questa frequenza base di 150 Mhz con onde di più bassa frequenza (ad esempio tra gli 8 e i 12 Hz), scelte ed impostate manualmente dall’operatore, si favorisce il naturale ritorno delle cellule ad uno stato vibratorio armonioso.

Tante furono, negli anni, le opposizioni che Dieter Broers trovò da parte del mondo accademico. Tanti anche i boicottaggi con i quali i dispositivi da lui progettati dovettero fare i conti. Solo in tempi più recenti, con le evidenti scoperte portate alla luce dalla fisica quantistica, il trattamento con le frequenze ha trovato finalmente il suo riconoscimento.

APPLICAZIONI

Il trattamento con le frequenze si dimostra utile sia a livello fisico che emozionale.

Dal punto di vista corporeo, infatti, attraverso la risonanza vengono attivati i meccanismi di rigenerazione naturale, memorizzati come valore ottimale nel DNA umano. Da qui deriva una forma di regolazione a quattro stadi: nel primo stadio la risonanza porta l’energia al DNA, nella seconda fase l’apporto di energie trasferisce il DNA in uno stato vibrazionale più elevato, nel terzo stadio le vibrazioni attivano il piano costruttivo della cellula e infine, nella quarte fase, la condizione originale viene ripristinata. La regolazione è quindi un processo che converte uno squilibrio acquisito in equilibrio, conducendo da uno stato disturbato (“malato”) ad uno stato naturale (“sano”). Le applicazioni servono sia a bilanciare sistemi di regolazione superiori, come il sistema ormonale o il sistema immunitario, ma anche localmente per trattare dolori o lesioni.

Dal punto di vista emozionale, invece, il trattamento con le frequenze ha come obiettivo il superamento dello stress psico-emotivo, innescato per esempio da esperienze infantili, traumi o credenze limitanti. In questo caso il trattamento aiuta a rendere la visuale libera, aprendo la porta a spazi di auto-esperienza per decifrare ciò che rimane nascosto, per scoprire prospettive inimmaginabili ed esplorare nuove soluzioni, togliendo potere alle esperienze negative impresse nella memoria cellulare e nello specifico nel DNA. I clienti percepiscono gli incontri per lo più come un’esperienza spirituale, caratterizzata da una grande gioia e da una pace profonda.

Sia nell’ambito di una psicoterapia o di pratiche salutistiche olistiche, allo scopo di auto-conoscenza o per l’espansione della coscienza, il trattamento frequenziale rappresenta in molti casi un approccio complementare-alternativo per riequilibrare il corpo fisico e per stabilizzare lo stato psico-emotivo.

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