OCCHIO ALLE CREME SOLARI!

L’estate si avvicina, le vacanze anche e si ripresenta puntuale il problema di come proteggersi dal sole. In commercio si trovano tantissime creme solari, caratterizzate da vari fattori di protezione. Sono veramente sicure?

Le sostanze che garantiscono la protezione dai raggi UV sono innocue? Come districarsi in questa selva di prodotti e pubblicità accattivanti?

La prima considerazione riguarda i due meccanismi attraverso i quali i filtri solari agiscono:

  • I filtri fisici, chiamati anche schermi o schermanti, “riflettono” i raggi solari UVA e UVB.
  • I filtri chimici sono sostanze chimiche in grado di modificare le radiazioni di certe lunghezze d’onda in modo che la loro energia sia emessa ad un livello più basso.

 

Mentre i filtri fisici sono molecole sicure, principalmente talco, ossido di zinco e biossido di titanio, quelli chimici meritano un maggiore approfondimento. Octocrylene, Mexoryl, Tinosorb, Benzophenone, Diethylhexyl Butamido Triazone, Ethylhexyl Triazone, Octyl methoxycinnamate … sono sostanze dotate di un elevato grado di penetrazione nella cute, con possibile attività estrogenica, produttrici di radicali liberi e che possono essere intese dall’organismo come antigeni e scatenare una reazione allergica. Il Benzophenone, ad esempio, può causare reazioni fotoallergiche e in uno studio effettuato su 90 ragazze che erano solite applicare una crema contenente questo filtro chimico, è stato ritrovato nelle urine di ben 86 di loro. L’ Octyl methoxycinnamate, invece, ha mostrato avere attività estrogenica su topi da laboratorio con conseguente rischio di sviluppo di tumore al seno.

Attenzione anche all’impatto ambientale dei filtri solari chimici: in un studio  pubblicato su “Environmental Health Perspectives” il ricercatore italiano Roberto Danovaro mostra come, anche a bassissime concentrazioni, le creme solari contenenti filtri chimici sono in grado di scatenare organismi virali latenti che causano lo sbiancamento dei coralli.

Sicuramente il vantaggio di utilizzare creme solari contenenti filtri chimici rispetto a quelle a base di filtri fisici è la spalmabilità. L’ossido di zinco e il biossido di titanio sono ottimi filtri fisici, molto spesso presenti nei prodotti per bambini, ma si presentano come pastoni bianchi poco spalmabili. Ovvio che la clientela media troverà molto più comodo spalmarsi o spruzzarsi prodotti solari profumati a dall’ottima spalmabilità, i quali però, oltre ai pericolosi filtri chimici, sono ricchi di petrolati, siliconi, coloranti, profumi sintetici e abbondanti conservanti. Da non sottovalutare anche come i solari destinati ai più piccoli, benché spesso a base di zinco, contengano contemporaneamente anche filtri chimici e i soliti eccipienti ed additivi pericolosi.

Emblematico è ciò che avviene negli Stati Uniti dove l’industria del cosmetico vende creme solari ricche di sostanze potenzialmente cancerogene, dichiarando di devolvere parte del fatturato alla “American Cancer Society” (associazione non-profit per la lotta contro il tumore), che a sua volta raccomanda l’uso delle creme solari per prevenire il cancro.

Cosa scegliere allora? Il consiglio è sempre quello di abituarsi gradualmente a leggere l’INCI, l’elenco degli ingredienti dei cosmetici. Per i non esperti un buon compromesso è quello di privilegiare prodotti ecobio, certificati biologici. La certificazione garantisce l’assenza di molte sostanze considerate potenzialmente pericolose, tra cui anche i filtri chimici.

Un ultima considerazione. Il sole è per l’uomo fonte di vita: non tutto il mondo scientifico concorda sul fatto che i raggi UV siano responsabili del cancro alla pelle. I raggi solari, infatti, sono spesso addirittura consigliati in “terapia” dermatologica (elioterapia) perché possiedono azione antiinfiammatoria e battericida, favoriscono la sintesi di vitamina D e, in piccola quantità e negli orari in cui colpiscono la pelle più “dolcemente”, possono contribuire a diminuire l’infiammazione della pelle acneica.

Esponiamoci quindi al sole con coscienza, a piccole dosi, negli orari giusti, rispettando le caratteristiche della propria pelle (fototipo) e, se vogliamo, con il giusto solare!

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