FIORI PER L’ANIMA

Con floriterapia si intende l’utilizzo di rimedi ottenuti da fiori selvatici. Tali essenze si differenziano dai prodotti fitoterapici classici per la loro capacità di agire sui corpi sottili

dell’essere umano, rivelandosi un ottimo sostegno per la sfera emotiva. La medicina olistica e, in particolare, la naturopatia vibrazionale, si avvale dell’uso di rimedi, chiamati appunto vibrazionali, i quali, in virtù della loro particolare preparazione, si caricano di frequenze (o vibrazioni). La loro importanza risiede nella capacità di aiutare la persona a prendere contatto con il proprio Io superiore, così da ritrovare un’armonia spirituale, emozionale e mentale che sia sinonimo di salute.

I più famosi rimedi floriterapici sono sicuramente i Fiori di Bach, scoperti a partire dal 1930 dal medico inglese Edward Bach. Bach fu il primo ad intuire una corrispondenza ben precisa tra fiori e modelli comportamentali, mentali, emotivi e spirituali appartenenti al genere umano. Tali intuizioni, basate su quella che viene definita “Dottrina delle segnature”, hanno portato nel corso degli anni alla scoperta di 38 fiori, suddivisi poi in 7 categorie: per le paure, per l’incertezza, per l’insufficiente interesse per il presente, per la solitudine, l’ipersensibilità, la disperazione e la preoccupazione per gli altri.

Sulla stessa teoria si basa anche la scoperta di altre essenze floreali, questa volta non europee ma ricavate dal Bush australiano, che prendono appunto il nome di Fiori australiani. Si tratta di 69 essenze sviluppate da Ian White, biologo e psicologo australiano. Sempre dall’Australia arrivano altri rimedi floreali chiamati Living Essences, essenze preparate con metodiche differenti rispetto a quelle tradizionali e che si caratterizzano per la loro capacità di agire sul dolore fisico.

Negli ultimi anni il mondo della floriterapia ha visto nascere numerose altre essenze floreali in diverse parti del mondo: ecco quindi che si parla di Fiori Italiani, Fiori Californiani, Fiori Indiani, Fiori Brasiliani, Fiori Africani, ecc. che si vanno ad affiancare ai più conosciuti e utilizzati Bach.

Alcuni aspetti di base, però, caratterizzano tutti questi fiori: per prima cosa le essenze floreali non contengono molecole chimiche ma agiscono come modulatori di frequenza d’onda in base al principio di risonanza. L’acqua in cui è diluita l’essenza mette, infatti, in risonanza la vibrazione del fiore con la vibrazione del campo energetico del soggetto, favorendone il riequilibrio. I fiori, inoltre, possono essere usati puri o diluiti, internamente od esternamente (in impacchi, diluiti in creme, argilla o oli vegetali, per pediluvi, maniluvi e bagni).

Attraverso il colloquio o dei test kinesiologici un bravo floriterapeuta sarà in grado di scegliere il rimedio giusto o preparare la miscela più indicata per sostenere la persona nel suo lavoro interiore. Attenzione però, perché  i rimedi vibrazionali non agiscono su di noi o per noi. Semplicemente essi indirizzano la nostra consapevolezza verso uno squilibrio mettendo a nostra disposizione il loro sostegno energetico. A questo punto, riconoscere lo squilibrio, accettarlo e trasformarlo è qualcosa che spetta esclusivamente al lavoro cosciente di ogni singolo uomo.

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