IL MIO AMICO ENTEROCLISMA

Alle prime avvisaglie di mal di gola, raffreddore o febbre, quando non ci sente in forma e le labbra appaiono secche e screpolate nonostante il burro cacao, allora è proprio il momento di

un bell’enteroclisma!

Chiamato anche clistere, l’enteroclisma consiste in una profonda pulizia intestinale da effettuarsi rigorosamente con acqua. Vanno assolutamente evitate le soluzioni già pronte che si trovano in farmacia. Il vero enteroclisma è semplicemente una sacca di plastica che andrà riempita con acqua a temperatura ambiente. La pratica di far bollire precedentemente l’acqua non ha senso dal momento che il nostro intestino è pieno di batteri. Tutt’al più sarà possibile addizionare qualche goccia di olio essenziale.

Erroneamente considerato un mezzo contro la stitichezza, in tempi più antichi l’enteroclisma veniva tenuto in grande considerazione dai medici di famiglia che, visitando il malato a casa, prescrivevano il lavaggio dell’intestino per una varietà di sintomi: dal mal di testa al gonfiore addominale, dalla febbre alla colite, dai problemi respiratori alla costipazione. Si comprendeva, infatti, molto meglio di oggi, quanto il benessere intestinale fosse fondamentale nel mantenimento dello stato generale di salute. L’enteroclisma, quindi, non era visto semplicemente come un rimedio contro la stitichezza, bensì come una pratica depurativa da effettuarsi con regolarità.

Per comprendere l’importanza di questa pratica è fondamentale riferirsi a quella condizione tipica dell’uomo occidentale moderno chiamata febbre gastrointestinale. L’elevato calore  viscerale, causato prevalentemente da un’alimentazione scorretta, troppo ricca di cibi animali, favorisce le putrefazioni intestinali, prepara il terreno impuro e la temperatura adatta per stimolare la crescita microbica e, di conseguenza, l’influenza e quella febbre esterna che noi misuriamo con il termometro.

Inoltre, secondo la Medicina Tradizionale Cinese, l’apparato respiratorio è collegato energeticamente al colon. Questo significa che qualsiasi forma di raffreddamento trova giovamento con una pulizia intestinale.

Nella mia infanzia, quando mia mamma cominciò a frequentare corsi di medicina naturale, apparve in casa nostra il famigerato enteroclisma. Quante volte, da bambina, mi sono lamentata di fronte all’insistenza di curare la febbre, la tosse, il mal di gola o il raffreddore con questo metodo: “Nessuno deve farlo, solo io!!”. Una volta diventata adulta, però, ho continuato anche da sola, segno che i benefici hanno superato tutte le resistenze. Al punto che, in preparazione di un viaggio, l’enteroclisma è la prima cosa che finisce nella mia valigia.

E poi, diciamola tutta, non è affatto così terribile come ci si può immaginare! Basta riempire la sacca con due litri di acqua a temperatura ambiente, stendersi sul fianco destro, inserire la cannula e aprire il rubinetto. L’ideale sarebbe trattenere più acqua possibile, respirando profondamente, ma quando la sensazione diventa insopportabile, chiudere, sfilare la cannula ed evacuare. In caso di febbre alta è possibile che il corpo non elimini tutta l’acqua inserita: niente paura, è solo acqua e il nostro organismo è saggio e saprà fare ciò che è meglio.

I benefici dell’enteroclisma non si limitano alla sfera fisica. L’intestino tenue, con le sue anse, viene assimilato al cervello, anch’esso dotato di circonvoluzioni, tanto da essere definito “il secondo cervello” o “cervello emozionale”. Mantenere il canale intestinale pulito porterà, di conseguenza, chiarezza, lucidità mentale e concentrazione, oltre che aiutare a raggiungere un equilibrio emotivo.

4 comments

  1. Anch’io, fin da ragazzino, sono stato abituato a utilizzare questo metodo ai primi sintomi di raffreddore, mal di gola, influenza, disordine intestinale. Ovviamente in caso di altri sintomi consulto sempre prima il mio medico. La prima volta l’ho fatto a 12 anni su consiglio di un vecchio medico per una febbre influenzale che non voleva andarsene, e la sacca quasi piena (circa un litro e mezzo di camomilla) mi incuteva timore. Ma poi alla fine, ho provato solo un po’ di fastidio (nei primi minuti l’acqua che entra è una sensazione un po’ sgradevole), ma chiudendo gli occhi e rilassandomi sono riuscito addirittura a svuotare la sacca agevolmente, anche se mi era stato detto che un litro era più che sufficiente (ho dato io il via libera a proseguire perchè mi sentivo a mio agio). Il beneficio è stato immediato. Da allora non ci ho più rinunciato, portando la quantità a 2 litri verso i 14 anni. Ora, a distanza di tanti anni, uso raramente la camomilla, preferisco solo acqua, a temperatura corporea (37-39 gradi). Consiglio: fatelo in un ambiente caldo e confortevole (sul letto o su un materassino da yoga), è più facile! Vi ricordo comunque di consultare sempre un medico prima di provare questa pratica!

  2. Condivido pienamente quanto riportato nell’articolo . l’enteroclisma e’ un vero toccasana per la salute e il benessere. Personalmente ho problemi per l’autosomministrazione e quindi me li faccio praticare da una infermiera..specialmente la sera con camomilla permette di riposare la notte e non solo. Peccato che il clistere con la sacca che sta andando in disuso sostituito da prodotti pronti in farmacia…..

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