LE TREDICI NOTTI SANTE

Secondo la Scienza dello Spirito i giorni dal 24 dicembre al 6 gennaio sono spiritualmente molto significativi. Nel periodo che comincia con il solstizio d’inverno, quando la Terra vive la fase di massima inspirazione, il corpo eterico umano ha una speciale

risonanza con il mondo spirituale. Gli esercizi di introspezione e di ascolto cosciente si rivelano in questi giorni particolarmente significativi, permettendoci di entrare in connessione con noi stessi in modo più limpido. In particolare, entrando nel sonno con questa consapevolezza, è possibile ricevere dei doni inaspettati, contatti più profondi e chiari con il mondo spirituale. Di notte, durante le due ore circa di sonno senza sogni, il nostro Io superiore si trova realmente immerso nella realtà spirituale. Durante le tredici notti sante, in virtù delle particolari condizioni cosmiche ed eteriche, i sogni potrebbero riflettere con una speciale chiarezza il contenuto spirituale a cui attingiamo durante quelle due ore. Il segreto è quello di addormentarsi con questa apertura e di rimanere durante la giornata con la coscienza desta, così da raccogliere tutte le intuizioni in arrivo dai sogni e dalla quotidianità.

Il lavoro sulle tredici notti sante si basa sul rispecchiamento: ad ognuna di queste notti, infatti, corrisponde simbolicamente un mese dell’anno appena trascorso e uno di quello che verrà. Il primo giorno, la notte del 24 dicembre, rispecchia l’ultimo mese dell’anno passato (dicembre) ma anche il primo dell’anno successivo (gennaio). Il secondo giorno, la notte del 25 dicembre, corrisponde al novembre appena trascorso e al febbraio futuro. La terza notte rispecchierà l’ottobre trascorso e il marzo in arrivo. Così via fino al dodicesimo giorno. La tredicesima notte, quella dell’Epifania, rappresenta una sintesi di tutto.

In cosa consiste esattamente il lavoro delle tredici notti sante? Per prima cosa sarebbe bene, nei giorni precedenti, annotarsi in maniera sintetica i principali avvenimenti o tematiche interiori che, nel bene o nel male, hanno caratterizzato i mesi dell’anno appena trascorso. Ci si può in questo aiutare con l’agenda o con un diario, se ne teniamo uno, così da essere il più precisi possibile nel cogliere, per ogni mese, la sua giusta sfumatura. Fatto questo, a partire dal 24 dicembre, si tratta semplicemente di essere il più possibile vigili e svegli, di osservare, sentire e percepire la quotidianità di questi giorni con i sensi più sviluppati. Di vivere, insomma, cercando di portare meditativamente nel giorno e, successivamente, nella notte, il tema specifico annotato precedentemente. Partendo da queste ispirazioni, lasciare che esse gettino le basi per una nuova manifestazione che avverrà nel mese corrispondente dell’anno successivo. Immaginare, cioè, come questi eventi importanti del passato possano metamorfosarsi nel prossimo futuro. È sufficiente prendersi ogni giorno pochi minuti di tempo e annotare tutto su un quaderno. Sarà bello durante l’anno ritornare a questi appunti, verificandone le risonanze.

Considerando che queste giornate di inizio inverno corrispondono animicamente ad un’estate interiore, cioè ad un momento di massima consapevolezza, un altro modo per “approfittare” di questo periodo magico è quello di scegliere, per ognuno dei tredici giorni, un tema interiore sul quale lavorare. Ci si potrebbe dedicare al perdono di qualcuno, alla risoluzione di un conflitto familiare o allo sviluppo di una qualità da tempo messa nel cassetto. Sarà sufficiente portare meditativamente con sé durante la giornata e la notte l’argomento in questione, chiedendo l’aiuto del mondo spirituale. In questo modo le tredici notti diventeranno un’occasione per operare un’importante trasformazione interiore o per risanare un’antica ferita. Ricordandoci che risanando noi stessi risaniamo il nostro prossimo e la Terra intera.

 

 

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