IL SISTEMA UOMO-PIANTA

La medicina antroposofica considera l’uomo un essere triarticolato, costituito cioè da tre sistemi: il sistema dei nervi e dei sensi, il sistema ritmico e il sistema del ricambio e delle membra. Il concetto della triarticolazione comparve per la prima volta

nel 1917 nel libro di Steiner “Enigmi dell’anima”, dove essa viene definita come il risultato di una ricerca svolta nel campo della scienza dello spirito per oltre trent’anni.

Il sistema dei nervi e dei sensi è situato nella parte superiore della figura umana, nel capo e, attraverso i nervi, si estende a tutto il corpo, fino alla punta dei piedi. Risulta infatti costituito dal cervello, dai dodici nervi cranici, dal midollo spinale e dal sistema orto e parasimpatico.

Il sistema del ricambio e delle membra è collocato sotto il diaframma e deputato all’assorbimento e all’elaborazione dei cibi, al processo digestivo, alla secrezione dei succhi alimentari e alla circolazione linfatica. Il sistema ritmico, infine, è anatomicamente inserito nella gabbia toracica con i due organi ritmici per eccellenza, il cuore e i polmoni.

Secondo Rudolf Steiner anche la pianta presenta una struttura tripartita: il polo della forma, situato in basso (sistema radicale), il polo dei processi dissociativi, in alto, rappresentato dal sistema floreale, e il sistema ritmico centrale fogliare che costituisce il punto mediatore.

Da questa descrizione emerge come la struttura corporea umana si presenti esattamente capovolta rispetto a quella vegetale. Nell’uomo la testa, centro del sistema neurosensoriale, è la parte più materializzata, proprio come avviene per il sistema radicale nelle piante. La scatola cranica è infatti la prima a formarsi nello stato embrionale, proprio come una radice dalla quale successivamente si sviluppano le altri parti. Al centro, nella gabbia toracica, proprio come il sistema fogliare della pianta, ha sede il sistema ritmico equilibratore (cuore – polmoni), che ha il compito di mediare tra i due poli opposti e conservarne l’equilibrio.

Da queste riflessioni si deduce che i diversi elementi costitutivi del vegetale avranno un diverso impatto a livello dei nostri organi ed apparati, sia per quanto concerne le piante ad uso alimentare, sia a proposito di piante medicinali. In entrambi i casi, le radici avranno un’azione sulla testa e la sua organizzazione, i fiori e i frutti sul ricambio (metabolismo), e le foglie su respirazione e circolazione sanguigna.

Esistono degli esperimenti che sono stati effettuati per rendere visibili i rapporti tra organi umani ed animali e parti vegetali. Il metodo più famoso è quello della cristallizzazione sensibile di Ehrenfried Pfeiffer, realizzato versando una soluzione di cloruro di rame su una placca di vetro, versandovi una goccia di succo vegetale o un estratto di organo animale o umano, lasciando poi evaporare lentamente. Il sale cristallizza secondo precise leggi minerali che, in associazione alle sostanze aggiunte, danno vita a delle figure caratteristiche che esprimono la natura della sostanza stessa.

Nelle figure 1 e 2, ad esempio, si possono osservare le similitudini tra la cristallizzazione di radice di aconito blu e un estratto di midollo spinale di manzo, che evidenziano come radice e nervi siano affini.

Nelle figure 3 e 4 il confronto è tra la cristallizzazione di fiori di camomilla e un preparato di intestino tenue. Anche in questo caso i fiori e un organo del metabolismo presentano una natura molto simile.

 

 

Alle moderne fitoterapia e nutriterapia viene, quindi, chiesto di integrare le proprie conoscenze con indicazioni che tengano conto delle forze formatrici degli esseri viventi, così da creare rimedi e scegliere alimenti che siano sempre più affini alla vera natura dell’uomo.

 

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