L’ESTATE DI SAN MARTINO

Esattamente a metà strada tra il giorno dedicato a San Michele Arcangelo (29 settembre) e il Natale (25 dicembre), precisamente l’11 novembre, viene ricordato

San Martino.

Martino era un soldato romano e la leggenda narra che, nel rigido inverno del 335, mentre cavalcava con i suoi compagni verso la città francese di Amiens, il suo cavallo si arrestò improvvisamente davanti alle mura. Qui Martino si accorse della presenza di un vecchio mendicante, vestito di pochi stracci, che tremava per il freddo. A quella vista estrasse la sua spada e tagliò il suo mantello in due parti, offrendone una al povero anziano. Immediatamente il sole fece capolino tra le nubi, inviando un calore straordinario come se fosse estate. La stessa notte a Martino apparve in sogno un essere di luce che indossava il suo mantello e che gli disse: “È me che hai aiutato!”. In  quella figura splendente egli riconobbe il Cristo. Al suo risveglio il mantello era nuovamente integro e tale fu l’impressione ricevuta da questi episodi che Martino decise che da quel momento in poi avrebbe servito un altro padrone, invece dell’imperatore. La Pasqua successiva fu battezzato e divenne cristiano. L’11 novembre del 397 venne celebrato il suo funerale.

L’estate di San Martino simboleggia il calore del dono, dell’altruismo e della misericordia. È il sole che si accende nei cuori umani quando l’egoismo viene avvolto da un mantello d’amore. Rappresenta l’apertura sincera e fiduciosa dell’interiorità al nostro prossimo.  È la Luce che illumina le tenebre e rischiara le lunghe notti autunnali che conducono al solstizio d’inverno.

Nei paesi del Nord Europa, dove la mancanza di luce autunnale è particolarmente evidente, l’estate di San Martino viene celebrata con falò, canti, filastrocche e con la preparazione di dolci e lanterne: fonti di luce, calore e gioia che possano illuminare le tenebre interiori e riscaldare i cuori provati dal freddo e dal buio. Tradizionalmente, con questi festeggiamenti, l’anima umana si preparava nel giusto modo ad accogliere quel Sole Spirituale, quel massimo Calore d’Amore che penetra ogni anno nell’umanità attraverso il messaggio del Natale.

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